"You kill me and couldn't to do it better, you kill me again couldn't know why" (uccidimi e non potresti farlo meglio, uccidimi di nuovo non sapresti il perchè), sono le frasi che aprono la title track del disco, un vero viaggio con sua maestà Rock a 360°! Non farsi impressionare dal titolo, non è il solito album alternative di matrice post-rock: gli ODM alternano il noise più tagliente al punk più spietato filtrato dal blues più psichedelico e alcolico... un delirio sonico! Immaginate Iggy Pop coi primi Sonic Youth, cosa ne verrebbe fuori? Nessuno lo sa, probabilmente la band veneziana capitanata da Pierpaolo Capovilla (basso e voce) è quanto di più vicino esista a quell'ipotetico sound, almeno a giudicare dalle attitudini Garage-noisy. Si parte con l'allucinata Saint Roy, viaggio tra paradiso e inferno, ma non c'è nemmeno il tempo per partire che subito ci si perde con I Can't Find Anyone e This Man in Me, per poi approdare su No North dove ormai anche la bussola è smarrita "I ain't got no North, I ain't got no South, I ain't got no East, I ain't got no West, I ain't got no You!". Questa prima parte è quella più immediata, il "viaggio" si complica con Babylon, accompagnata da vere è proprie deviazioni sonore, mentre Inferno rappresenta l'apice dell'isterismo con l'alternanza della lingua anglofona al nostro italiano ("oh mamma mia! I am a Peccatore. I'm going to inferno! "Girone sodomiti"!) in compagnia di qualche simpatico suono simulatore di quel famoso gas che esce per vie anali. Nonostante alcuni episodi dell'album siano addirittura distensivamente struggenti come Sad Song, OH! OH! e la stessa title track, l'album nel suo complesso mantiene il tasso di adrenalina altissimo, a volte ti devasta il cervello e ti spappola il fegato sopratutto se si ha la manina facile e, poichè questo album può essere paragonato ad una perfetta parabola etilica, se hai problemi con l'alcool te ne sconsigliamo l'ascolto, in caso contrario buon viaggio. BROOOOOOOP!!!