Ci sono dei momenti nella storia del rock unici, irripetibili, che, seppur brevi, rimangono marchiati a fuoco sulla pelle. Questo è Disraeli Gears, seconda fatica del supergruppo più famoso di tutti i tempi, i Cream. Il triumvirato composto da Clapton, Bruce e Baker, partendo dal loro grande amore per il blues, si imposero come uno dei gruppi più innovativi dall'allora scena inglese, impressionando perfino sua maestà delle sei corde, Hendrix, che ne riprese i caratteri hard e improvvisativi. In bilico tra hard e psichedelia, i Cream ci hanno regalato gemme come l'iniziale Strange brew, deragliamento blues del mood inglese, e Sunshine of your love, col suo riff imponente e penetrante, tra i più celebri di tutti i tempi. Ma questo capolavoro contiene anche brani dai ritmi più pacati come World of pain, dove la splendida interpretazione vocale di Bruce si distingue per il suo gusto geneticamente british, in grado di disegnare linee melodiche insolite, che vanno al di là del tempo, come il sound sognante di Dance the night away, da annoverare tra i brani più riusciti dell'intera scena psichedelica. Tales of brave Ulysses costituisce uno degli episodi più significativi dell'intera opera: il basso disegna le geometrie melodico-ritmiche su cui la chitarra di Clapton danza a suon di wah wah e Baker si lascia andare ad un ritmo ossessivo e scatenato... peccato per il fade finale, potrebbe continuare all'infinito! Ovviamente non mancano gli standard blues tanto cari a questa formazione come Take it back, dove i nostri dimostrano di aver incamerato talmente bene tali sonorità da governarle e plasmarle con impeccabile maesria.
I Cream dureranno solo una manciata di album a causa dell'eccentricità dei singoli componenti, è certo però che possiamo classificare Disraeli Gears tra gli orgasmi più intensi della storia del rock, che con il suo gemito di piacere ha spalancato le porte all'hard rock e a tutte quelle sonorità più heavy.