Nati dal filone sludge-metal-core, gli Isis hanno avuto la capacità di congiungere culture musicali agli antipodi, portando a livelli altissimi le splendide intuizioni dei Neurosis già con il loro precedente lavoro, Oceanic. Panopticon supera anche il predecessore grazie ad una maggiore coesione dei pezzi che costituiscono un solo grande viaggio all'interno dell'impotenza, del volere ma non potere, dove metal e post rock, compenetrandosi, sono le due facce imprescindibili dello stesso discorso musicale. Gli Isis hanno la capacità di comporre lunghi brani dalle strutture progressive, supportati da una sessione ritmica potente e precisa sulla quale si innestano le chitarre, una tastiera appena percepibile ed una voce anomala, lontana, che alterna il canto a furiose urla. Basta ascoltare il brano iniziale per rendersene conto: l'inizio di So we did ti fulmina con un mood rabbioso e disperato che poi lascia spazio a soluzioni chitarrisitiche più ariose, che cercano "l'altrove" in un magma sonoro da cui è difficile uscire. Il superare, il traversare, l'elevarsi sono sensazioni che ripercorrono tutto il concept, non a caso Panopticon è il nome di un carcere progettato da Jeremy Bentham nel 1700, dove le celle erano controllate da un'unica torre centrale in modo che tutti i detenuti potessero essere controllati da un'unica postazione: una sorta di Big Brother della repressione che cancella ogni libertà umana. Non deve essere molto difficile associare la metafora Panopticon ad una condizione esistenziale nell'era contemporanea. Le progressioni di Backlit o l'inizio mite di Wills dissolve risolvono tutte allo stesso modo, i movimenti e i tempi tra loro sono simili, dinamici ma al tempo stesso monolitici, eppure la forza di questo lavoro risiede proprio in queste qualità, la band di Aaron Turner è abile a non trasformare i brani fini a se stessi, abbinandoli a soluzioni di matrice tooliana e a suoni raffinati, evitando di trascinare l'ascoltatore nel baratro della noia. Un album imperdibile per comprendere le evoluzioni musicali degli ultimi anni.