Fish of April non è affatto uno scherzo, bensì il progetto di Alessio Pinto, scrittore, confidente, contatore di mattonelle e poc'altro, nonchè perfetta antitesi del musicista. Come fa allora un non-musicista a concepire brani musicali? Semplicemente usando la testa e avvalendosi della tecnologia analogica, il buon caro e vecchio walkman! Si, avete letto bene! Mr. Pinto dopo aver passato 5 anni a registrare le sue idee cantando i bassi, le chitarre e le tastiere, imitando le batterie con bacchette suonate su letti, armadi e pavimenti, ha sovrainciso il tutto su nastro. Le sue idee sono diventate vere e proprie canzoni grazie al contributo di Paolo Messere. Risultato? Un album bizzarro, intelligente, non sempre brillante, eppure coraggioso. Nel profondo di questi brani si percepisce chiaramente quello spirito goliardico, ma al tempo stesso sperimentale, tipico di quei personaggi pseudo "fancazzisti" come Captain Beefheart, Syd Barret e Tom Waits. Sonorità acide, lisergiche e stranianti costituiscono la base di Violet Pharmacy su cui sono erette strutture ritmico-melodiche nel disprezzo totale per la pop-song. Ossessivo, folle, insonne e trasandato, questo è il debutto di Fish of Apri, un'accozzaglia di stramberie sonore tramutate in musica, chi tra voi è in grado di fare una cosa del genere?