Conclusa l'esperienza con i Birthday Party nel 1983, Nick Cave si trasferisce a Berlino dove inaugura la sua carriera solista. Grazie al suppoto di Mick Harvey (batteria), dà vita ai Bad Seeds la cui formazione comprende Barry Adamson (basso) e Blixa Bargled (chitarra), leader della band berlinese più estrema di quegli anni, gli Einstürzende Neubauten.
Nel 1984 viene pubblicato From Here To Eternity, caposaldo del post-punk mondiale. All’interno dell'opera vi sono contenute le migliori intuizioni dei Birthday Party, ma anche soluzioni che si avvicinano molto a sonorità molto distanti dal genere, come il blues rurale degli anni ’30 e il folk, senza mai perdere quella vena deviante e ossessivamente delirante. Lo testimoniano il brano d'apertura scritto da Cohen, Avalanche, così malato, desolante e drogato, Cabin Fever!, che ripropone quanto di meglio è stato espresso dai Birthday Party. In the Ghetto, invece, riprende direttamente The King, Elvis Presley, a cui Cave deve molto, mentre Well of Misery per la sua struttura antifonale si avvicina di più a bluesman come Blind Lemon Jefferson. Il capolavoro del disco è sicuramente la title track, quella struggente From Here to Eternity che miscela con abilità tutte le intuizioni precedentemente descritte con un sapore che sa di una Berlino, divisa in quegli anni dal celebre muro: il brano verrà poi riproposto in versione live nella colonna sonora de Il Cielo Sopra Berlino, il film di Wim Wenders, nella celebre scena che mostra proprio i Bad Seeds in azione. L’apice della follia viene raggiunta dall’”industrial rurale” di Saint Huck che intimidisce già dall’iniziale “Achtung!”, proponendo un’ossessione senza limiti. Chiude l’album A Box for Black Paul, brano di uno sconforto devastante, un blues apatico, decadente, rarefatto solo a tratti, ma ricco di quel patetico crogiolarsi a vuoto, senza fine, dritto fino al baratro.
Questo è soltanto l’inizio di una delle storie più prolifiche del rock: Nick Cave comincia ad assumere l’atteggiamento di cantautore oscuro. Poeta dei giorni nostri, narratore di inquietudini quotidiane, di storie fatte d’ossessioni, fantasmi, omicidi, droghe, peccato e santità, la sua opera dimostra una riflessione sulla vita che al giorno d'oggi ci appare sorprendente.