Nato dalla mente di Paolo Picone, anima dei Mou, il progetto Peak non è da considerare come un compendio della band irpina. Certo, anche in questo lavoro è assai evidente un senso di attaccamento alla propria terra d'origine che ha così ben caratterizzato e forgiato il sound dei Mou, tuttavia è pur vero che in Peak prevale un intento più descrittivo che espressivo: le atmosfere bucoliche, filtrate dalle macchine, contemplano una natura pacata e tranquilla, rifugio della civiltà moderna. Le descrizioni sonore narrano cose semplici e rurali, come l'alba del primo mattino di Lookin Around (earl in the morning), oppure la serenità delle notti in campagna in Buona Notte. E' una natura che non provoca traumi, che non si scontra con l'intima essenza umana, ma rappresenta un prolungamento di un esistenzialismo che in questi frangenti non prova dolore, gode delle piccole cose senza affanni, con spirito sognante e rilassato. Nemmeno un treno nel cuore della notte intacca questa suggestiva atmosfera (A train To Rooots), ogni cosa è al posto giusto.
La desrizione di certi paesaggi e sensazioni non manca di trasmettere un certo calore: il gusto analogico è ben percettibile e conferisce omogeneità al sound globale. I brani sono prinicipalmente ambient-dub ma chiaramente debitori al sound tedesco degli anni '70, Kraftwerk su tutti.
Ingredienti sapientemente mescolati, controllo impeccabile dei mezzi, sincerità, passionalità ed esperienza rendono questo ep un lavoro davvero ben fatto.