Dopo il pluriupremiato Socialismo Tascabile, torna la band emiliana più cool di tutto l'underground italiano, gli Offlaga Disco Pax. Il nuovo lavoro, Bachelite, si presenta subito come degno successore del disco che li ha condotti agli onori della stampa indie: anche qui si respira nostalgia per le gomme alla cannella, per un'adolescenza spesa tra tossici e anziani, tra campetto e case popolari, per episodi memorabili come il successo del ginnasta Vladimir Yashchenko. Gli Odp descrivono con consapevolezza un mondo che non esiste più, quello a cavallo tra gli anni '70 e '80, un periodo non molto ottimista, ma decisamente migliore di quello odierno. Erano anni in cui l'ideologia di partito era ben radicata sul territorio, dove c'era una grande speranza (poi tradita) soprattutto in Emilia dove in quel periodo suonava la punk band italiana più importante di sempre, i CCCP capitanati da un certo Giovanni Lindo Ferretti (oggi vicino a Comunione e Liberazione!).
Rispetto a Socialismo Tascabile, Bachelite mostra alcuni spunti musicali molto interessanti che ammiccano al kraut rock tedesco, anche se a tratti si perde quella freschezza che invece aveva fatto del lavoro d'esordio un successo. La parte musicale, decisamente più raffinata, rappresenta comunque un evoluzione, ma il punto forte restano sempre i testi di Max Collini, autore acuto, sensibile, ironico ed intelligente, che si esprime con un'eloquenza personalissima estremamente differente da quella di Emidio Clementi, leader dei Massimo Volume, band spesso accostata agli Odp. C'è da riflettere su come e perchè questi versi vengano così apprezzati da numerosi ragazzi, non a caso il pubblico scandisce ogni singola strofa durante i concerti. Collini possiede una rara l'abilità narrativa: le storie vengono descritte tramite una sorta di crossing over tra il mondo politico e le proprie vicende personali.
Il trio reggiano ha dimostrato di aver elaborato un modo convincente e personale di fare musica, anche i più scettici devono riconoscerlo che soltanto loro sono i veri eredi di quella stagione incredibile per il rock nostrano, gli anni '90.